Psycho-Pass: Mandatory Madness – La crime-story in salsa psicotica arriva in Europa

Psycho-Pass: Mandatory Happiness

NIS America ha appena rilasciato Psycho-Pass: Mandatory Madness in Europa in versione fisica e digitale su PlayStation4 e PlayStation Vita.

In un futuro non molto lontano, lo sviluppo tecnologico avanzato ha permesso di quantificare e profilare le disposizioni di uno stato mentale.
Per il benessere pubblico, tutte le emozioni e i pensieri sono documentati e gestiti dal sistema Sibyl. Questo sistema misura la qualità di vita di ogni persona attraverso ciò che è conosciuto come Psycho-Pass, una lettura delle mente di ogni individuo. Diviso in due componenti principali, lo Psycho-Pass è l’onnisciente occhio della giustizia del sistema. Una di queste componenti è l’ Hue, che è una rappresentazione visiva dello Psycho-Pass sul livello di stress della persona. L’altra è il Crime Coefficient, che è un valore numerico che rispecchia l’inclinazione criminale dell’individuo. Questo numero determina se una persona richiede l’applicazione dei detective del Public Safety Bureau. I detective si dividono in due gruppi: gli Enforcer, che hanno il compito di accertare i reati e catturare i criminali e gli Inspector, che supervisionano e gestiscono gli Enforcer.

Il giocatore può scegliere tra due nuovi detective assegnati al Criminal Investigation Department’s Division 1; Nadeshiko Kugatachi, un calmo e serio Inspector che ha perso la memoria, eTakuma Tsurugi, un Enforcer dalla testa calda in cerca del suo amico d’infanzia scomparso.  Si dovrà decidere la migliore linea d’azione per ciascuna situazione, ma a prescindere dalla gerarchia che separa un Inspector da un Enforcer, sarà necessario tenere a mente che ogni scelta avrà le sue ripercussioni. Infine, in relazione alle scelte operate, l’ Hue potrebbe deteriorarsi oltre il ricovero, i casi potrebbero rimanere irrisolti e il gioco potrebbe finire prima di quanto ci si aspetti.

Di seguito, il trailer ufficiale:

Ilya Muromets
Che poi, a ben vedere Cutie Honey era tipo la Edwige Fenech dei giapponesi.