Nintendo come Palazzo Chigi

Nintendo come Palazzo Chigi
L'arte secondo Nintendo

L’arte secondo Nintendo

AGGIORNAMENTO: Dopo questa notizia sono emerse altre segnalazioni di cambiamenti più o meno radicali alla struttura del gioco. I più gravi riguarderebbero l’assenza di intere linee di testo ed eventi legati a situazioni in cui la scelte del giocatore portavano a ripercussioni negative sulla storia. Per quanto io mi sia sempre preoccupato di additare Nintendo, sembra che la localizzazione del titolo sia stata gestita dall’azienda italiana “Binari Sonori“, normalmente pagata da Square Enix per mettere mano ai propri prodotti. La situazione è ancora ambigua e non si capisce se il team nostrano abbia semplicemente rispettato le direttive volute da Nintendo o se il processo di localizzazione sia stato gestito da Square Enix in primo luogo, ma quel che è certo è che l’edizione europea di Bravely Second, così com’è, rimane senz’ombra di dubbio monca.

Nelle settimane scorse s’è creato un gran chiasso attorno alla decisione di Palazzo Chigi di censurare delle opere d’arte raffiguranti figure di nudo durante la visita in Italia di Hassan Rohani, il presidente iraniano. Una polemica costruita attorno all’evidente impreparazione dei piani alti italiani in materia di diplomazia e di gestione dei rapporti esteri, laddove il nostro Presidente del Consiglio è ormai arcinoto per la sua proverbiale parlantina inglese.

Va beh, tornando ai videogiochi, argomento che trovo francamente più serio della politica nostrana, pare che Square Enix (o Nintendo, tanto ormai…) abbia deciso di modificare alcune illustrazioni presenti nell’artbook incluso nella Collector’s Edition di Bravely Second, così da non turbare gli occhi di chi, i soldi, li ha tirati fuori per davvero. D’altronde, come tutti sappiamo, queste edizioni da centinaia di euro (al lancio, poi ovviamente il loro valore decuplica, ma questo è un altro discorso) hanno come target bambini dai 6 ai 12 anni, ovvero il target anagrafico con il potere d’acquisto maggiore di qualsiasi altra fascia d’età, mi pare assodato. Perfino il tratto dal carattere ingenuo di un Akihiko Yoshida in perfetta forma ha dovuto subire la mannaia della censura: pare, infatti, che alcune raffigurazioni di Agnes “costretta” da un nastro rosso, evidentemente per rimarcare il suo collegamento al tema della prigionia, siano state eliminate nell’artbook occidentale. Orrore.

bravely second censura

Pagina rimossa dall'artbook Europeo. Akiyuki Shinbo isn't amused.

Pagina rimossa dall’artbook Europeo. Akiyuki Shinbo isn’t amused.

Roba che se fossi stato uno degli acquirenti della Collector’s Edition ora griderei vendetta ai cieli. Quindi non bastava riservarci una pessima action figure per la Collector’s Edition europea del primo episodio, Bravely Default, ma ora dobbiamo anche subire delle modifiche ignoranti e fasciste a contenuti che esulano dal gioco, svilendo delle opere che se sono state concepite così da un illustratore quotatissimo in patria – non esattamente il primo che passa – vorrei potermi gustare senza filtri in un cosiddetto A-R-T-B-O-O-K. L’ennesima riprova della politica sempre più restrittiva promossa da una divisione Occidentale di Nintendo poco interessata al rispetto per l’autorialità delle opere che portano sul nostro mercato. E gli esempi si sprecano, basta dare un’occhiata alla pagina pastebin dedicata alla localizzazione di Fire Emblem Fates. Se in precedenza pensavo che i problemi nascessero prettamente dalla divisione americana di Nintendo, ora dovrò rivedere le mie posizioni in merito. Dopotutto Project Zero: Maiden of Black Water e Project Zero 2: Wii Edition erano ugualmente censurati, eppure sono da considerarsi prodotti localizzati prettamente per il pubblico europeo.

E poi, il paradosso finale: questa è l’illustrazione promozionale PRINCIPALE diramata da Nintendo e Square Enix per Bravely Second, la si trova anche nel mini-sito dedicato. E ovviamente cosa raffigura…?

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E ALLORA DITELO CHE VOLETE BOTTEH!1!!!

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.