Cyberconnect2 deve tornare a fare J-RPG (e darsi al furry) !

Cyberconnect2 deve tornare a fare J-RPG (e darsi al furry) !
Quando Ubisoft tentò di fare i giochi giapponesi.

Quando Ubisoft tentò di fare i giochi giapponesi.

In questi giorni sto giocando a Naruto Shippuden Ultimate Ninja Storm 4, l’ultima impresa dei miei amatissimi Cyberconnect2. Quand’anche fosse vero che tutti i loro titoli recenti si giocano allo stesso modo, ogni volta che mi ritrovo di fronte a roba partorita dai loro uffici in quel di Tokyo non riesco proprio a starmene con la mascella serrata. Il motivo è presto detto: in esclusiva per PS3, nel 2008, pubblicarono quello che, ad oggi, rimane uno delle migliori prove di cel shading in assoluto, ovvero il capostipite della serie, Naruto Shippuden Ultimate Ninja Storm, che per cura e dettagli rimane l’iterazione più riuscita della serie. Il primo teaser trailer mi impressionò al punto tale da convincermi a comprarlo al day 1, nonostante personalmente non mi interessassi al manga di Kishimoto-sensei da diversi anni (davvero, dopo il time skip è insopportabile).

Voglio inoltre ricordare, a chi non fosse stato sul pezzo in quell’epoca burrascosa di inizio scorsa generazione, che contemporaneamente all’annuncio dei beniamini nipponici, Ubisoft aveva già cercato di lanciare una serie su Naruto sviluppata in esclusiva per Xbox 360 da un team occidentale, con risultati – almeno estetici – davvero catastrofici e oltretutto rifacendosi palesemente al lavoro dei cyberconnect su PS2. FAIL.

Bullshot o meno, questa è grafica di gioco. DI GIOCO. D I G I O C O.

Bullshot o meno, questa è grafica di gioco. DI GIOCO. D I G I O C O. Confrontatela con l’immagine del gioco Ubisoft poco sopra.

Quando Nobuteru Yuuki non disegna lunghissimi nasi ama darsi al furry.

Quando Nobuteru Yuuki non disegna lunghissimi nasi ama darsi al furry.

Senza entrare nel dettaglio delle meccaniche di gioco del quarto (e ultimo?) episodio della serie pseudo-picchiaduristica, vorrei porre l’accento sull’alta qualità delle animazioni e della cura riposta, da parte dei grafici giapponesi, nella riproduzione di determinati passaggi della trama del fumetto. A chi volesse riprendere i contatti con la lungherrima epopea del biondo ninja di Konoha non posso che consigliare di dare una letta ai riassunti degli archi narrativi in rete e successivamente giocare alla modalità storia della trasposizione poligonale di Bandai Namco, che per molti versi supera in spettacolarità quanto realizzato da Studio Pierrot nel claudicante adattamento animato che dà il nome al videogioco.

Certamente, le regole dei rispettivi media finiscono per influenzare i limiti entro i quali si possono spingere sia gli animatori giapponesi che i creativi del videoludo. Lo scarso budget messo a disposizione per più di 400 episodi da 24 minuti cad. non può che decretare una qualità tecnica media altalenante, con picchi di eccellenza localizzati solo laddove è richiesto dal regista, mentre i programmatori di Cyberconnect2 sono chiamati ad “asciugare” la narrativa strabordante della sceneggiatura originale per realizzare cinematiche che siano sì, spettacolari ed efficaci dal punto di vista contenutistico, ma anche e soprattutto capaci di non annoiare fra uno scontro e l’altro.

In ogni caso quel che rimane la punta d’eccellenza dell’operazione è senza ombra di dubbio l’innegabile capacità registica e il gusto per la messinscena che trasudano da ogni singolo frame delle sequenze orchestrate dalla software house nipponica. Una qualità testimoniata anche dall’energica sequenza d’apertura, tanto da essere stata valorizzata, per la prima volta nella serie, da un brano j-rock su licenza. Un’opening che rende finalmente omaggio alla bravura dei miei cyberconnectini, team che al fandom furry ricorderà senza ombra di dubbio produzioni retrò come Tail Concerto o il suo sequel spirituale, il recente Sola to Robo. E se la parentesi .hack sembra essere stata accantonata e limitata a roba BRUTTA per smartphone (ma io ancora canticchio “Obsession” delle See Saw, sia chiaro!) per poter continuare a sviluppare roba su licenza manga per conto di Bandai Namco, è anche vero che da questi stessi studi non vediamo uscire qualcosa di effettivamente nuovo da diverso tempo. E così, dopo tanti anni, non sarebbe bello vedere nascere qualcosa di fresco, magari il più vicino possibile ai prodotti furrosi che tanto ama(va)no realizzare? Prendiamo ad esempio Sola to Robo, piccola produzione incompresa per Nintendo DS arrivata in sordina in Europa:

Questa è tutta roba che, se fosse approdata su home console con i valori produttivi di un qualsiasi titolo elencato poco sopra, avrebbe quasi sicuramente raccolto la fortuna di quelle produzioni similari presentate solamente in tempi recenti. E che, oltretutto, palesano capacità degli sviluppatori enormemente inferiori a quelle dimostrate da Cyberconnect2. Un esempio?

La modellazione dei protagonisti, la qualità degli artwork (ugh, euromanga…) e la presentazione in toto manca della raffinatezza dimostrata dal team nipponico, eppure su Kickstarter è riuscito a raccogliere la considerevole somma di 150.000$ e una copertura della stampa specializzata su scala mondiale. Possibile che Cyberconnect2 tema di lavorare a qualcosa di realmente grosso dopo il fallimento (occidentale) della serie videoludica .hack? Che sviluppare titoli su licenza o non originali sia diventata la nuova priogionia di alcuni talentuosi team ormai piegati a 90° di fronte al Dio denaro? Non voglio crederlo e, infatti spero che, oltre ad avere le mani in pasta in Final Fantasy VII Remake, i miei connettiniciberneticiddue possano presto farsi conoscere per qualcosa di nuovo, lontano dagli action game raffazzonati che si sono trovati a firmare negli ultimi anni. Qualcosa che somigli il più possibile a questa cosa qua sotto, magari.

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.