Indivisible di Lab ZeroGames centra l’obiettivo Indiegogo

Indivisible di Lab ZeroGames centra l’obiettivo Indiegogo

Qualche giorno fa ho avuto occasione di provare la demo di Indivisible, RPG-Platform attualmente in lavorazione per cura degli sviluppatori di Lab ZeroGames. E sì, l’ho trovato un progetto promettente, e da parte mia sono stato felice di sapere che la casa di produzione è riuscita a raggiungere in extremis il milione e mezzo di dollari necessari per il crowdfunding su Indiegogo.

phoebeSono parecchi i motivi che rendono questo gioco degno di essere considerato. In primis, la reputazione di Lab ZeroGames, già responsabile del notevolissimo (e sottovalutato) Skullgirls, a mio parere l’unico picchiaduro meritevole prodotto in occidente. Seppure evidentemente derivativo, Skullgirls palesò sin dalle fasi preparatorie il notevole intuito dei loro creatori, che dimostrarono di aver compreso a fondo la ragione intrinseca della superiorità incontrastata dei picchiaduro giapponesi: la qualità del character design. Le signorine di Skullgirls potevano certo ricordare in più punti le magnifiche aberrazioni messe in campo da Capcom nel leggendario Darkstalkers, ma vantavano di per loro un carisma personale incontrastato nello scenario occidentale; uno scenario che è sovente assuefatto (nei picchiaduro come in moltissimi altri generi) a protagonisti legnosi e tendenzialmente intercambiabili.

Anche con Indivisible, Lab ZeroGames sta mostrando di saper guardare con intelligenza al contesto extra-americano allo scopo di costruire un prodotto che, per quanto dichiaratamente riconducibile a modelli videoludici già esplorati da titoli preesistenti (come il valido Valkyrie Profile e il pessimo Child of Light), manifesta una sua compiuta originalità.

tung1A giudicare dalla demo – peraltro piuttosto ricca – il punto di forza maggiore di Indivisible sta nel gameplay rapido e lubrificato, nel quale la fase esplorativa e quella bellica si alternano senza alcuna soluzione di continuità, premiando una consumata fluidità dell’azione fisica sul controller piuttosto che il calcolo statico di numeri e percentuali. Indivisible invoglia l’utente a una fruizione il più possibile dinamica, nella quale gli ostacoli strutturali (di ambientazione o di combattimento) vengono sfruttati per enfatizzare il senso di dinamismo dell’esperienza, invece che rallentarlo. La corsa della protagonista Ajna attraverso i livelli è veloce e armoniosa, e gli scontri con i nemici – a turni e condotti da un party di quattro personaggi – sono coreografati come una danza, complici le già ottime animazioni e un sistema di controllo ‘ritmico’ molto intelligente.

Ciò che maggiormente colpisce di Indivisible, tuttavia, è la varietà dei personaggi e il loro carisma, conferito da un dsangmuesign eclettico e spregiudicato per il quale è facile riconoscere i riferimenti d’elezione (si passa con disinvoltura dal mondo azteco a quello giapponese), ma che allo stesso tempo esprime caratteri propri molto interessanti. Secondo le parole di Peter Bartholow – amministratore delegato di Lab ZeroGames – questa nutrita compagine di combattenti che interverranno nell’avventura a fianco di Ajna mira ad esprimere il concetto di una forza positiva data da un’unione che sia principalmente fondata sulla diversità di prospettive. Si spiega così l’introduzione di una ‘fauna’ umana tra le più disomogenee, composta da strani figuri come la virago Phoebe, lo svolazzante fachiro Tungar, la pittrice Sangmu (in assoluto uno dei più yan_editedsuggestivi concept design che abbia mai visto) e la curiosa Yan, ripudiata dalla sua famiglia perché nata senza braccia. Ad ampliare questa varietà dovrebbe contribuire anche l’introduzione di esplicite tematiche LGTB, annunciate ma non altrimenti specificate in questa fase preliminare dei lavori. Il rischio che si tratti di un’immissione forzata e artificiosa à la Bioware (responsabile, a parere del sottoscritto, di una delle più patetiche e volgari trattazioni dell’omosessualità in campo videoludico) dovrebbe essere scongiurato dalle parole di Bartholow stesso, che ha affermato in una recente intervista:


‘Sarà importante ottenere il giusto equilibrio e rendere la cosa naturale, senza tuttavia puntare troppo l’attenzione su questo aspetto, al punto da identificare i personaggi solo per la loro sessualità o identità di genere. In primis, vogliamo creare personaggi che siano delineati in base a ciò che dicono e fanno, non in base a ciò che è capitato loro di essere”

Indivisible dovrebbe essere definitivamente rilasciato agli inizi del 2017.

 

Ilya Muromets

Che poi, a ben vedere Cutie Honey era tipo la Edwige Fenech dei giapponesi.