Final Fantasy VII Remake – L’inquietudine di un fan

Final Fantasy VII Remake – L’inquietudine di un fan

final fantasy vii artwork000Ricordo ancora la mia prima volta. Anni e anni di attesa prima di scoprire finalmente cosa volesse dire “unirsi a un’altra persona”, provare “quella cosa che tutti bramano” e di cui tutti scrivono, entrare finalmente nel mondo “degli adulti”. Poi è successa e, uhm, non ero molto sicuro di aver fatto le cose per bene.

L’annuncio di Final Fantasy VII Remake (peggior titolo della storia per una produzione così attesa, fra l’altro) mi ha fatto ricordare proprio quel momento in cui, al culmine del piacere, mi son detto “what?”. Se il sesso l’ho ampiamente rivalutato con la pratica, ora tocca a Square Enix togliere ogni singolo dubbio ai giocatori che, fino a qualche ora fa, facevano l’elicottero con il loro pene le loro copie di Final Fantasy VII International. Perché il fulmine a ciel sereno rappresentato dalla notizia che si tratterà di una produzione suddivisa in episodi sarà duro da dimenticare. Specie se consideriamo come, per anni, questo annuncio abbia rappresentato il sogno bagnato di milioni e milioni di giocatori, compreso chi, per una ragione o per l’altra, ha smesso di giocare. E a vedere bene anche quei giocatori più giovani che, sentendo parlare così bene del settimo episodio della serie, hanno sempre sperato di poterne godere in una riedizione al passo con i tempi (stolti!).

Fatto sta che più il tempo e passa e più il culetto brucia, perché se la suddivisione ad episodi del titolo permetterà “di beneficiare di un prodotto senza compromessi dal punto di vista contenutistico” (Nomura dixit), dall’altro viene il sospetto che la promessa di “contenuti originali che espandono l’universo d’origine permettendo di scoprire tanti retroscena” possa rivelarsi la più grande boiata del secolo. Vogliamo forse parlare di quei “contenuti originali” creati per Final Fantasy Crisis Core o l’intero Dirge of Cerberus, roba che nemmeno la vagina umidiccia di una fangirl in preda alla crisi mistiche avrebbe potuto partorire? E di tutte quelle caratteristiche che hanno fatto di Final Fantasy VII un mondo magico, vivo? Intendo quelle in grado di catalizzare l’attenzione di giocatori di tutte l’età attraversano i limiti dell’hardware e infrangendo quella differenza generazionale che separa i giocatori d’annata da quelli che sprecano ore preziose della loro vita su League of Legends. Un esempio su tutti? La world map, quella mappa liberamente esplorabile richiamata a gran voce nelle produzioni recenti.

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dissidia final fantasy artwork001Uno potrebbe anche dire “Chissenefrega”, chiaro, specie se si viene da titoli open world quasi sempre limitati da location ripetute all’infinito. Ma forse non ci ricordiamo che legate proprio alla mappa del mondo ci sono tante meccaniche amatissime dai giocatori – e da me compreso – come:

  • il backtracking necessario per le quest secondarie
  • l’esplorazione su chocobo, sottomarino, aereonave, tiny bronco

Quel piacere della scoperta che solamente un mondo che all’improvviso ti si apre può restituire, quando per tanto tempo si è stati costretti dai limiti imposti dalle barriere naturali e dai limiti delle gambette snelle dei protagonisti. Come potremo tornare a calcare le strade deserte che portano al Gold Saucer, se questo verrà “intrappolato” all’interno di una struttura episodica? Perché se i limiti sono definiti dal peso degli assets grafici e sonori, come Square Enix dice, difficilmente un solo bluray riuscirà a contenere l’intero mondo esplorabile e tutte le location che hanno fatto di Gaia, il pianeta di FF VII, il teatro della nostra infanzia e della nostra adolescenza.

Sempre Square Enix dice di essere all’opera per garantire, per ogni episodio del remake, una mole di contenuti comparabile a quella di un titolo stand alone, ovviamente sottostando al compromesso di arrivare all’inevitabile cliffhanger finale e chiedersi “Perché?”. Al momento non c’è molta chiarezza su come intendano suddividre l’avventura, quanti capitoli verranno pubblicati, il loro prezzo e che porzioni della storia includeranno. Tocca solamente attendere. Il fatto che Cyberconnect2, i creatori della serie .Hack e sviluppatori dei titoli della serie JoJo e Naruto di Bandai Namco, stia collaborando con Square Enix è sicuramente una garanzia dal punto di vista tecnico, ma da giocatore temo che lo standard grafico prefissatosi dagli artisti giapponesi (che, ricordo, ricalca fedelmente quanto visto nel film in CGI Final Fantasy VII: Advent Children) sia troppo alto e difficilmente concretizzabile dalla software house di oggi. Poi oh, Nomura ha confermato che la scena con Cloud cross-dressed verrà mantenuta, quindi il contentino per gli appassionati è sempre dietro l’angolo. Un pugno, una carezza.

Un’altra cosa che mi preoccupa molto è il realizzarsi di uno scenario apocalittico. Se i giocatori legittimeranno questa scelta (a mio parere furbetta) di Square Enix, l’intera industria giapponese potrebbe seguire il suo esempio. Square Enix è da sempre pioniera nell’ambito tecnologico nipponico, e questa sua nuova politica di management delle IP potrebbe ingolosire altre compagnie da anni in difficoltà, specie dopo la passata generazione in cui il Sol Levante è riuscito ad eclissarsi sotto il peso di reboot ridicoli, sequel su sequel dalla qualità scadente e J-RPG otaku oriented (non sempre brutti, ma orientati ad un pubblico specifico). Ricordiamoci bene i nomi di chi ci ha fatto pagare per una versione incompleta del prodotto finale: Gran Turismo Prologue, Ridge Racer PSVita, Resident Evil The Mercenaries 3D, Metal Gear Solid V Ground Zeroes… vogliamo davvero che il mercato giapponese AAA si frammenti in questo modo? Vogliamo davvero tirarci ancora una volta giù i pantaloni, piegarci a novanta gradi ed esclamare, con le porcissime linette rosse sul viso “trapanaci, azienda-giapponese-kun”?

Una roba che potremmo non rivedere se non confinata alle sole corse del Gold Saucer. Ah, ovviamente Cloud sorridente è una roba ormai impossibile, mettiamoci una pietra sopra.

Una roba che potremmo non rivedere se non confinata alle sole corse del Gold Saucer. Ah, ovviamente Cloud sorridente è una roba ormai impossibile, mettiamoci una pietra sopra.

Non so, ho paura. Da fan vorrei essere rassicurato e da giocatore vorrei vederci chiaro. Il fatto che il titolo utilizzerà l’Unreal Engine 4, come Kingdom Hearts 3, dovrebbe assicurare uno sviluppo più spedito di quel sempre più anonimo Final Fantasy XV, certo. Ma ora mi ritrovo a proiettare con la mente la fine dello sviluppo del remake per il 2025, e non mi sembra nemmeno più una previsione così pessimista.

Nota bene: non ho parlato del gameplay e della sua deriva action-ibrida confermata dagli sviluppatori perché non ho minimamente fiducia in Square Enix in tal senso. A memoria non mi viene in mente nessun titolo action da loro sviluppato con meccaniche decenti.

Majkol

C’è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d’epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.

  • Queste manovre sono furbesche fregature mungisoldi fatte alle spese di una brancata di fessacchioti (tra i quali mi annovero, avendo già prenotato la mia copia) che si lasciano abbindolare,puntando più sui sentimenti che sulla razionalità. Ho amato FFVII, non so se amerò con lo stesso slancio questo remake!

    • Fessacchiotto numero 2 in azione, io nemmeno sono preoccupato per la struttura a episodi.

  • Till Gear

    Ti capisco benissimo zaru, ma secondo me bisogna dar tempo al tempo.

  • Amraaaaaaaaa

    boh
    io sono anni che non riesco a non vedere Square come il marito violento che ti picchia ma che promette sempre di cambiare e non farlo piu`