STEAM – Non sapevo di volere quel gioco

STEAM – Non sapevo di volere quel gioco

Un’offerta per domarli, un’offerta per trovarli, un’offerta per ghermirli e nel buio incatenarli

Il natale è alle porte. Alcuni di noi si stanno già abbuffando con panettoni e pandoro. Certe strade e negozi sono già costellati da mille luminarie. Le temperature calano e tutto è più verde, bianco, rosso e più buono. Oppure no.
Una cosa è certa: i saldi Steam natalizi sono quasi un’istituzione, e sebbene non sia stata rilasciata alcuna dichiarazione ufficiale è molto probabile che ci saranno anche questo anno.

SaldiSteamVoi direte: “E quindi? Dove sta la novità?”. Non c’è novità alcuna, ma volevo puntare un attimo il riflettore su un fenomeno che sta colpendo sempre più utenti di Steam, per la gioia del publisher: l’accumulo indiscriminato di giochi.
Arrivano i saldi estivi, primaverili, di Halloween, autunnali, natalizi, pasquali, poi magari siamo anche iscritti a qualche newsletter di qualche sito che offre giochi in bundle a prezzo ridotto. Magari titoli indie.
E i portafogli si aprono. Magari non è così per tutti, ma son sicuro che se alcuni di voi potessero avrebbero già comprato mezzo Steam Store. E comunque diciamolo, è difficile dire di no alle offerte. “Ma si, magari lo giocherò… un giorno.”. Giorno che spesso non arriva mai, ed eccoci trasformati in accumulatori seriali.

Io son convinto che questa stia diventando sempre più una moda, una compulsione oscura che ci porta non più a seguire i nostri gusti, ma a scendere a compromessi perchè nell’offerta c’è quel titolo che potrebbe essere davvero carino. Ed eccoci dunque colti nell’atto di comprare qualcosa che non ci interessa realmente. Perchè è scontato. Perchè lo abbiamo giocato e ci piaceva e vogliamo avere tutta la collezione su Steam (io son colpevole). Perchè abbiamo sentito parlare di quel titolo e guardaccaso è venduto assieme ad altri che non giocheremo mai in una compilation di giochi.
E si spende.

Questo è davvero un male? Secondo me si. Se da un lato i giocatori finiscono col comprare titoli che da soli non avrebbero mai toccato, per genere o per prezzo, da un’altra parte lamento un’eccessivo e martellante numero di stimoli che ci invogliano a investire in maniera non oculata. E così, stranamente, piovono recensioni negative su titoli che non lo meritano davvero, solo perchè abbiamo comprato un gioco che in fin dei conti non ci piaceva.
Le finanze dei giocatori si disperdono, sono in balia di mille specchietti colorati, di perline e di ninnoli, e magari sviluppatori meno noti risentono di questo fenomeno.

Giocatore zombiezzato

Un giocatore zombiezzato, dopo aver acquistato troppi titoli su Steam che non ha mai giocato.

Certo, fortunatamente non tutti i giocatori sono degli sprovveduti multimiliardari, ma guardiamoci in faccia, e chiediamoci se forse non sia vero che ora quello, ora l’altro titolo a tripla A sia enormemente inflazionato a causa di recensioni troppo positive, giochi che spesso si trascinano da anni solo perchè una certa massa di giocatori zombie continuano a comprarli a testa bassa. Giochi che non portano innovazione, che sono la parodia di se stessi, che non cambiano perchè “squadra che vince non si cambia” e che spesso non sono altro che minestre diluite più volte, per palati che ormai non sanno più distinguere i sapori. E poi (da notare che non sto facendo nomi per evitare polemiche su titoli specifici) magari c’è quel giochino indie, magari non troppo famoso, un po’ di nicchia, che sarebbe capace di far vivere un trip digitale ai suddetti giocatori zombiezzati, e per una frazione del prezzo.

A questo punto qualcuno potrebbe obiettare “ma a dirla tutta, i giochi meno famosi vengono venduti in bundle, e su Steam c’è pure Greenlight che promuove solo i titoli più votati dagli utenti”. Ma è veramente così? Sì, spesso succede, e un titolo riesce a stregare tutti solo con un trailer. Ma i giochi un po’ più ricercati, quelli per i palati un po’ più fini, quelli un po’ “anatroccoli” che apparentemente sono poco gradevoli che fine fanno? Io che ho esperienza nel funzionamento di Greenlight posso dirvi che spesso non c’è una diretta correlazione tra potenziale ludico di un gioco e l’essere scelto per la pubblicazione. Valve è una società e punta solo su titoli che potranno vendere un gran numero di copie.

Dunque, che fare? Il mio consiglio è di seguire un sito guida che non sia legato dalle relazioni coi PR, uno che canti proprio “fuori dal coro”, che non dia voti necessariamente alti solo per mantenere buoni i rapporti con le case produttrici, un sito indipendente e gestito da ragazzi appassionati. Sì, proprio come GeekGamer.it. Faccio qui una pubblicità spudorata, anche se so che potrebbe far storcere il naso ad alcuni di voi. Potete controllare le recensioni e gli articoli e farvi una vostra idea.

Ma al di là della shameless promotion, voi cosa ne pensate? Cosa farete quest anno? Cederete anche voi alle trappole di marketing del mercato oppure farete degli acquisti oculati? Siete pro o contro la mia opinione? Vi fermerete a giocare titoli che non avete mai toccato, o farete parte degli accumulatori? 😛 Giocherete qualcosa acquistato anni fa o ciclerete i soliti 3-4 titoli a rotazione?
Avete delle strategie di acquisto? Se si, quali?

Sotto il nick di Neatwolf, sono sviluppatore di giochi indie, programmatore, VFX artist, Unity3D publisher, con una buona infarinatura in tutti i campi dello sviluppo giochi. Mi piacciono gli anacardi, gli orsi, le cose pucciose e i videogiochi. La mia vita è completamente basata sui videogiochi e sulla loro creazione, sin dai tempi del Commodore 64 e del Sega Genesis. Dopo esser rimasto per una vita nell'ombra, ho deciso di recente di fare il mio "coming out" come sviluppatore su Steam, e passo volentieri il mio tempo giocando, sviluppando giochi per me o per altri, e recensendo titoli indie di altri colleghi di disavventura :)
  • I know that feel bro’. Però a sto giro sono al verde perpetuo (anzi, ho dei debiti aperti con un po’ di gente) quindi FORSE me la scampo.