SNK Playmore abbandona i Pachinko, ma svende King of Fighters XIV

SNK Playmore abbandona i Pachinko, ma svende King of Fighters XIV

Sono mesi ormai che continuiamo a sentire parlare di quanto Konami stia letteralmente vendendo il culo l’anima dei suoi marchi di maggiore successo alla sempre più proficua industria votata alla produzione dei Pachinko, i disgustosi marchingegni legati al gioco d’azzardo, la malavita e la tristezza cronica dei salary man giapponesi, eppure sembra che in questo panorama di perdizione in cui anche la memoria di quel capolavoro di Silent Hill 2 è stato infangata impunemente (guardate qui e, sì, non sono lacrime, sta solo piovendo) qualcuno stia cercano di tornare sui propri passi. SNK Playmore ha recentemente dichiarato tramite i suoi portavoce che presto tornerà ad occuparsi di videogiochi, quelli veri, abbandonando le luminose simil-slot machine a seguito dell’approvazione di alcune nuove leggi giapponesi che renderanno il mercato delle sale giochi un filo impraticabile. Questo quando solamente qualche mese fa affermava di voler trasformare i videogiocatori dagli occhi a mandorla in appassionati del pachinko. Ok.

Ora, se solo di recente non avesse pubblicato quel trailer ridicolo di King of Fighters XIV in 3D ci potrei anche credere, ma forse sono solo io ad essere un inguaribile pessimista. O forse è l’industria del videogioco giapponese che ha scordato come ci si siede.

Majkol

C’è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d’epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.