Friendship Simulator

Edoardo Carusillo

1bitHeart

Sviluppatore: △○□× (Miwashiba)
Publisher: AGM PLAYISM
Genere: Avventura azione 3D
Disponibile: Avventura 2D
PEGI: 12+
Lingua: Inglese

Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

È passato più di un anno da quando recensii LiEat, il primo gioco di Miwashiba con cui ebbi esperienza, e quasi nove mesi dall’uscita di Alicemare, titolo d’esordio dello sviluppatore indie giapponese. Se è vero che non c’è due senza tre, adesso finalmente possiamo vedere 1bitHeart,  terzo e ultimo lavoro della ludografia di Miwashiba sbarcare su Steam insieme agli altri suoi titoli.
A differenza di LiEat e Alicemare, modellati secondo il genere RPG, 1bitHeart cambia svolta e si presenta come un dating simulator in salsa “Ace Attorney”.

Il gioco è ambientato in una città giapponese del 2222, dove un programma principale monitora la vita quotidiana dei cittadini attraverso un dispositivo neurale. Yoshi Nanase, detto “Nanashi” è un hikikomori eccentrico che convive insieme al fratello, uno dei programmatori del suddetto sistema. Un giorno, Nanashi trova nel suo letto una ragazza amnesica di nome Misane, verso cui è disposto ad aiutarla a recuperare la memoria; Misane, però, dopo aver appreso la condizione di recluso e di completa asocialità del ragazzo, cambia priorità, e trova uno scopo nel farlo uscire di casa e fargli instaurare nuove amicizie.
Inoltre, durante la loro missione, il duo si imbatterà in un’organizzazione misteriosa di hacker il cui scopo è sabotare il programma principale.

MY LITTLE HACKER “L’AMICIZIA È MAGICA!”

Nonostante l’introduzione appaia così affrettata da rendere i dialoghi iniziali tra Nanashi e Misane quasi surreali, il ritmo generale del gioco è incalzante e ben elaborato. Come già accennato prima, 1bitHeart è un dating simulator, una sottocategoria di visual novel, e pertanto, contrariamente agli altri giochi di Miwashiba, il suo gameplay è prettamente story-driven e incentrato sui dialoghi dei personaggi. Il giocatore deve quindi raccogliere informazioni sul cast principale e presentare gli argomenti giusti al momento giusto, altrimenti vedrà i punti salute scendere fino al game over, un po’ come Ace Attorney: Justice For All o Danganronpa. Per chi fosse meno avvezzo o disposto ai giochi di deduzione, è possibile abbassare il livello di difficoltà così da ricevere le risposte giuste.

Lo stile di sceneggiatura, come già consolidato nei giochi precedenti, è molto cutesy e zuccheroso, mentre la trama riesce a intrattenere egregiamente. Il gioco è suddiviso in quattro capitoli, ognuno dei quali alterna una sessione di “modalità storia” e un’altra di dating simulation; sfortunatamente, 1bitHeart non riesce a discostarsi dai difetti riscontrati anche nel suo titolo precedente: infatti, come nel JRPG in 16bit, ad un certo punto la schematicità fin troppo prevedibile degli eventi inizia a farsi sentire, rivelando una certa ripetitività delle azioni. Ad ogni modo, tutto questo è compensato dalla longevità abbastanza breve del gioco, di circa 10 ore se lo si vuole completare totalmente, con cui la storia si conclude proprio quando questa formula stava diventando noiosa.

Oltre ad avanzare con la trama, il giocatore può passare il tempo cercando di stringere amicizia con gli abitanti della città. Ogni personaggio, infatti, ha una storia tutta propria, narrata tramite una serie di eventi dialogici, alcuni dei quali sono piuttosto melensi, mentre altri sono definiti da uno spirito più umoristico. Le conversazioni sono comunque molto piacevoli e spensierate, mentre gli “attori” di sfondo non risultano mai fuori posto o invadenti.
Per ingraziarsi ogni personaggio, è necessario regalare a ognuno un regalo, ciascuno secondo le proprie preferenze, in modo da “rompere il ghiaccio”. Per ottenere i regali, bisogna ordinarli dal computer di Nanashi, mentre per acquistarli, occorre racimolare i “bits” tramite i minigame al pc; questi giochi, Puyobit e Bitetris, sono ovvie copie dei famosissimi titoli arcade, ed è interessante notare come Miwashiba abbia deciso di reintrodurre questa sezione extraludica dopo Alicemare. Anche qui, i fan di Danganronpa ritroveranno questa dinamica molto familiare.

Naturalmente, la componente dating sim non è fine a se stessa: infatti, oltre ad aumentare i punti salute, il numero di amici è determinante per l’esito del finale. Così, dei tre epiloghi disponibili, mi sono impegnato a completare il gioco al 100% per raggiungere il migliore possibile. Tuttavia, come in Lieat e Alicemare, anche stavolta la sensazione di delusione è stata dominante: essendo il titolo più elaborato della ludografia di Miwashiba in termini di linee di testo, mi aspettavo sinceramente un finale più consistente, e invece mi son ritrovato l’ennesimo epilogo striminzito, superficiale, se non quasi incompiuto.

Parlando del comparto grafico, esso appare radicalmente differente rispetto a quel che Miwashiba  era solita elaborare nelle sue produzioni made in Wolf RPG Maker. Se nei titoli precedenti gli eroi erano seguiti da una visuale dall’alto, in 1bitHeart lo scenario è inquadrato tramite un campo totale  e parallelo al suolo. Inoltre, la grafica in 16bit è stata sostituita con veri e propri artwork, elevando notevolmente la qualità complessiva. Nell’overworld, dove i protagonisti si muovono rappresentati da una versione chibi-miniaturizzata di loro stessi, gli sfondi sono semplici e puliti, nonostante la bassa risoluzione. Come in Lieat, ogni area è caratterizzata da una palette di colori essenziale, ma molto distintiva: in particolare, vi è un forte contrasto con i toni freddi e bluastri della zona urbana  e quelli caldi e autunnali della zona culturale – è come passare da Tokyo a Kyoto in quattro passi! Ogni personaggio ha un proprio design peculiare, e lo stile “alternativo” di alcuni sembra quasi una reminiscenza di The World Ends With You (perfino la soundtrack ne riprende il genere hip-hop).

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

1bitHeart si è rivelata un’esperienza gradevole e interessante, ben lontana dalla perfezione, ma comunque abbastanza divertente.
Nonostante un sistema di dating simulation iper-semplificato e un finale canonico quasi del tutto privo di energia, il cast abbondante e variegato, la veste grafica e la colonna sonora sono riusciti a coinvolgermi fino alla fine.
Come sempre, il gioco è scaricabile gratuitamente sul sito di traduzione amatoriale di vgperson, mentre chi volesse supportare lo sviluppatore, consiglio caldamente di acquistarlo su Steam al prezzo di 2,99€.

 

Good

  • Storia accattivante e coinvolgente.
  • Character design vario e fresco.
  • Colonna sonora molto elaborata.

Bad

  • Storia a volte ripetitiva.
  • Finali risicati.
7

Edoardo Carusillo
Studente, attivista LGBTQ+ e auto-proclamato paladino della giustizia!